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ALZHEIMER: ABRUZZO TRA LE REGIONI PIU’ COLPITE D’ITALIA, AFFETTI 15 MILA CITTADINI

L’AQUILA – In Abruzzo le persone malate di ci sono 15mila, cioè 11,5 ogni mille abitanti, dato che colloca la regione al ai primi posti della classifica nazionale.

Tra gli over 65 abruzzesi, le persone con Alzheimer sono 13mila; 44,5 anziani su mille presentano demenze senili. Le persone con più di 65 anni, secondo dati aggiornati al 2015, sono 301.091 e rappresentano il 22,5% della popolazione.

L’età media è di 45,2 anni. È quanto emerge da un’indagine del Centro studi di Confartigianato Chieti-L’Aquila.

Nel 2015, in Abruzzo, il tasso di mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso di persone di 65 anni ed oltre è stato pari a 34,8 su 10mila abitanti, dato, in crescita rispetto al 2005 (25,9), che colloca la regione all’ottavo posto della classifica nazionale.

A livello territoriale, nel 2014 è Pescara a registrare il tasso di mortalità più elevato: 34,5 (36,3 tra gli uomini e 33,9 tra le donne), dato, in aumento di 8,5 punti rispetto a dieci anni prima, che colloca la provincia al dodicesimo posto in Italia. Segue Teramo, che con un tasso pari a 30 (34,3 uomini, 27,2 donne) e un aumento di 7,1 punti si colloca al 37esimo posto della graduatoria. Poi ci sono Chieti, con un tasso pari a 28,8 (29,6 uomini, 27,9 donne), al 46esimo posto, con un aumento di 3,5 punti, e L’Aquila, con un tasso di 23,8 (30,1 uomini, 20,1 donne), che si posiziona 86esima, con una crescita del tasso di mortalità pari a 5. A livello nazionale, nel 2015 616.000 anziani sono colpiti da Alzheimer o da demenza, pari al 4,7% della popolazione anziana.

L’incidenza dei malati di Alzheimer tende ad aumentare con l’avanzare dell’età: la patologia interessa lo 0,4% degli individui che hanno tra i 65 e i 69 anni, l’1,9% degli individui tra i 70 e i 74 anni, il 3,4% di chi ha tra i 75 e i 79 anni per arrivare a toccare l’11,5% degli anziani che hanno 80 anni e più. Approfondendo l’analisi per genere è evidente il gap a sfavore delle donne, le quali presentano una incidenza del 6,0%, doppia rispetto al 3,0% degli uomini.

Nel 2015, in Abruzzo, il tasso di mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso di persone di 65 anni ed oltre è stato pari a 34,8 su 10mila abitanti, dato, in crescita rispetto al 2005 (25,9), che colloca la regione all’ottavo posto della classifica nazionale. A livello territoriale, nel 2014 è Pescara a registrare il tasso di mortalità più elevato: 34,5 (36,3 tra gli uomini e 33,9 tra le donne), dato, in aumento di 8,5 punti rispetto a dieci anni prima, che colloca la provincia al dodicesimo posto in Italia. Segue Teramo, che con un tasso pari a 30 (34,3 uomini, 27,2 donne) e un aumento di 7,1 punti si colloca al 37esimo posto della graduatoria. Poi ci sono Chieti, con un tasso pari a 28,8 (29,6 uomini, 27,9 donne), al 46esimo posto, con un aumento di 3,5 punti, e L’Aquila, con un tasso di 23,8 (30,1 uomini, 20,1 donne), che si posiziona 86esima, con una crescita del tasso di mortalità pari a 5.

A livello nazionale, nel 2015 616.000 anziani sono colpiti da Alzheimer o da demenza, pari al 4,7% della popolazione anziana. L’incidenza dei malati di Alzheimer tende ad aumentare con l’avanzare dell’età: la patologia interessa lo 0,4% degli individui che hanno tra i 65 e i 69 anni, l’1,9% degli individui tra i 70 e i 74 anni, il 3,4% di chi ha tra i 75 e i 79 anni per arrivare a toccare l’11,5% degli anziani che hanno 80 anni e più. Approfondendo l’analisi per genere è evidente il gap a sfavore delle donne, le quali presentano una incidenza del 6,0%, doppia rispetto al 3,0% degli uomini.

“Ogni anno – afferma il presidente dell’Anap Chieti-L’Aquila, Luigi Serano – ci mostriamo sensibili ad una tematica così delicata che affligge migliaia di persone nella nostra regione e, come Associazione nazionale pensionati, vogliamo contribuire alla prevenzione di questa malattia, in crescita anche sul nostro territorio”.

“Abbiamo scelto come partner – spiega in una nota il presidente di Confartigianato Chieti L’Aquila, Francesco Angelozzi – il Circolo Tennis di Chieti, con il quale abbiamo un rapporto di collaborazione che va avanti da qualche anno. Una realtà che si mostra costantemente sensibile alle attività e alle iniziative di Confartigianato, non solo quelle rivolte agli artigiani e al tessuto economico e produttivo, ma anche quelle sociali, come la Giornata Nazionale di Predizione dell’Alzheimer“.

Esistono diverse forme di Demenze, ma la più diffusa e quella di Alzheimer (50-60%), questa malattia prende il nome dallo psichiatra tedesco Alzheimer Alois che fu il primo ad indagarne le caratteristiche, si legge sul sito dell’associazione malati di Alzheimer Abruzzo, Amaa.

La demenza è un disturbo mentale caratterizzato da una compromissione complessiva delle funzioni intellettive. Si contraddistingue per il deterioramento della memoria e di almeno un’altra funzione cognitiva. Ne consegue una interferenza nelle attività lavorative, sociali ed interpersonali della persona che da essa è colpita, fino ad arrivare all’isolamento del paziente

La causa per la maggior parte dei casi di Alzheimer è ancora in gran parte sconosciuta. Dal punto di vista biologico si osserva processi di apoptosi (morte cellulare cerebrali) di vaste popolazioni neurali. Questa morte cellulare è visibile anche nell’anziano sano, ma nel malato d’ Alzheimer questo morte cellulare è più marcata.

In altri rarissimi casi la malattia d’ Alzheimer (1%) è dovuta a fattori ereditari. Questa forma, si sviluppa nella fase presenile (33-65) ed è legata alla mutazione di alcuni geni.

Il decorso della malattia ha un decorso progressivo e i deficit non possono essere attribuiti ad altre condizioni neurologiche. Molto spesso i primi segni della malattia sono sottovalutati, attribuendoli così all’invecchiamento.

I segni iniziali, sono rappresentati da deficit della memoria e dai disturbi del linguaggio, inoltre è possibile vedere un abbandono, della vita sociale e degli hobby. Il decorso della malattia prosegue con l’aggravarsi dei problemi di memoria, lo sviluppo di deficit dell’orientamento temporale e spaziale e dei deficit della concentrazione e della attenzione.

La malattia inoltre ostacola l’indipendenza nei soggetti i quali lentamente vanno a perdere la loro autosufficienza. Nella fase avanzata della malattia il malato e completamente dipendente dal cargivere, in questa ultima fase vengono intaccate le capacita motorie che pian piano portano all’allettamento del paziente.

La situazione Abruzzese è poco analizzata, ma stando ai dati sopra riportati si può stimare che nella nostra regione i malti di demenza sono circa 27.441 un numero che è in continuo aumento e si è osservato che sono circa 2400 nuovi casi all’anno.

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