Home / Famiglia / I nonni, «supplenti» preziosi che salvano le famiglie

I nonni, «supplenti» preziosi che salvano le famiglie

Caro Schiavi,
leggo sul Corriere una bella e drammatica intervista che denuncia «una società senza genitori», perché «è in crisi l’asse centrale della famiglia». Purtroppo è vero e sarebbe interessante approfondire perché ciò accade.

Per fortuna ci sono i nonni, che per ora riescono a salvare l’assetto famigliare, come dimostrato dalle migliaia di componimenti che tantissimi studenti hanno inviato in risposta al concorso da noi promosso: «Io e i miei nonni: riflessioni ed esperienze». Tutti i temi mostrano un affetto sconfinato verso i nonni (anche quelli che non sono più tra noi), il che salva «l’asse della famiglia», che va avanti di generazione in generazione.

Il 4 giugno in Senato si terrà la premiazione: un bel segnale delle istituzioni verso la risorsa famiglia.
Giuseppe Zola

Caro Zola,
i nonni suppliscono, è vero.

Fortunato chi se li trova ancora attivi, efficienti, capaci di trasmettere con amore insegnamenti fondamentali per la vita. È stato detto che non siamo un paese per giovani: ormai si nasce con il contagocce.

Non siamo nemmeno un paese per vecchi: la rottamazione è nei fatti e verso le case di riposo c’è la coda. Siamo un paese di nonni e nonne (straordinarie) che integrano e tamponano le falle delle nuove famiglie, dove entrambi i genitori lavorano.

Ne conosco tanti anch’io di nonni sprint, e confesso un’ammirazione smisurata per quelli che riescono a trasformare una semplice passeggiata con i nipotini in un viaggio avventuroso che suscita curiosità e ammirazione e poi sanno trasformare la lettura di una fiaba in un incantesimo. Ammirazione che continua quando, oltre all’accudimento per il pranzo o la cena, vengono impegnati in letture collettive nelle scuole con La Fontaine, Andersen e Collodi.

Un amico, nonno da poco, insegna ai piccoli addirittura la disciplina oratoria: si presentano, motivano le loro considerazioni e vengono invitati a usare spirito critico superando paure e timidezze. Sarebbe bello, mi ha detto, se nelle scuole materne di Milano venisse adottata la lettura delle favole che preparano alla vita.

Favole, non smartphone e nemmeno tv, usata come parcheggio dai genitori stanchi. Ho riletto le considerazioni che l’hanno colpita, caro Zola: sono del professor Massimo Ammaniti, tutte condivisibili.

Abbiamo tagliato risorse all’infanzia, all’educazione e alla scuola alimentando così la denatalità e la società senza genitori. I nonni ci riportano con i piedi per terra, suppliscono ma è lecito domandarsi: fino a quando?

.

Guarda Anche

Il caso di Jeffrey Epstein e la depravazione dell’élite finanziaria americana – Come Don Chisciotte – Controinformazione – Informazione alternativa

  DAVID WALSH wsws.org Le dimissioni venerdi scorso [12 luglio] di Alexander Acosta, il segretario …