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Legati a doppio filo: la salute dei caregiver peggiora insieme a quella del malato

Chi accudisce una persona anziana malata di cancro è più esposto al rischio di depressione. Ma non è questa la novità proposta dallo studio appena pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society. 

Che la salute mentale dei caregiver venga messa a dura prova dall’estenuante carico del prendersi cura di un malato è, infatti, un fenomeno ben noto. La novità consiste nell’aver dimostrato per la prima volta un’associazione diretta tra il grado di disabilità provocato dalla malattia del paziente e la qualità di vita di chi lo assiste. La salute fisica e psichica dei caregiver peggiora allo stesso ritmo a cui il cancro del paziente progredisce. 

«La maggior parte dei pazienti anziani con un tumore vive in casa e  dipende dall’assistenza di persone senza specifiche qualifiche, parenti o “badanti”. I medici concentrano l’attenzione sulla salute dei malati, trascurando gli effetti che la pesante assistenza quotidiana può avere sulla salute fisica e mentale dei caregiver», scrivono i ricercatori. 

Esiste uno strumento di monitoraggio delle condizioni generali dell’anziano, chiamato “valutazione geriatrica” (geriatric assessment, Ga), a cui i medici ricorrono per misurare la capacità funzionale, la salute fisica, cognitiva e la salute mentale dei loro pazienti.

Nel nuovo studio i ricercatori della University of Rochester School of Medicine di New York hanno osservato che la qualità di vita dei caregiver è legata ai punteggi sulla scala della valutazione geriatrica degli assistiti. A punteggi inferiori del paziente corrispondono condizioni di salute psico-fisica peggiori dell’assistente. 

Gli scienziati hanno coinvolto nell’indagine 414 pazienti quasi tutti con un tumore al quarto stadio che sono stati sottoposti a una rigorosa valutazione geriatrica in otto differenti domini della salute (capacità funzionale fisica, cognitiva, salute mentale ecc..). Parallelamente, ai loro caregiver sono stati distribuiti alcuni questionari per misurare le condizioni di salute psico-fisica. 

In media i pazienti anziani hanno mostrato deficit in 4,5 domini, il 90 per cento aveva punteggi inferiori alla media in tre o più domini.  Quasi la metà dei caregiver aveva più di 70 anni e i tre quarti erano donne non proprio in perfette condizioni di salute. Il 40 per cento di chi assisteva la persona anziana soffriva anch’essa di qualche malattia o disturbo. Quest’ultima è la tipologia di caregiver più fragile, maggiormente condizionata dalla progressione delle disabilità del paziente. Per loro il rischio di ansia e depressione aumenta di tre volte: per colpa di un deleterio “effetto specchio” lo stress dei pazienti viene trasmesso alle persone incaricate di accudirli compromettendone seriamente la qualità di vita. 

«In conclusione, questo studio mostra che i caregiver di pazienti anziani con cancro avanzato sono un gruppo vulnerabile. I caregiver sono spesso anche loro anziani e la loro stessa comorbilità è associata a una salute scadente e a una scarsa qualità della vita. In futuro bisognerebbe proporre in base alla valutazione geriatrica interventi che includano non solo il paziente anziano con cancro  ma anche i suoi assistenti. Dato che la scarsa salute del caregiver è associata alla qualità della cura offerta al paziente, gli interventi possono non solo migliorare gli esiti clinici ma anche la soddisfazione del paziente e del caregiver per la qualità dell’assistenza», scrivono i ricercatori. 

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