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Lobbies immigrazioniste difendono rivendicazioni sempre più violente di gruppi di migranti

EUROPA UE, In risalto
martedì, 18, giugno, 2019

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Valeurs Actuelles (traduzione di chiesaepostconcilio.blogspot.com), pubblica un articolo del geopolitologo Alexandre del Valle, che espone con efficacia e dovizia di documentazione l’inquietante fenomeno  delle rivendicazioni sempre più violente di gruppi di migranti. Ritroviamo, dal versante francese, gli assurdi benefici e privilegi discriminanti, ma a sfavore degli autoctoni (francesi in questo caso) e che purtroppo hanno preso piede a ruota libera anche in Italia e sarebbero ancor più ingravescenti se non ci fosse stato e non permanesse il freno di Salvini….

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Gli immigrati e le lobby ONG pro-migranti considerano «discriminatoria» l’applicazione delle leggi sulla lotta all’immigrazione clandestina. Per il geopolitologo Alexandre del Valle, di fronte a un diritto considerato illegittimo, ciò porta a richieste sempre maggiori e intransigenti da parte dei migranti illegali e alla crescente violenza delle loro richieste.

Come ricorda Cesare Sacchetti, giornalista e politologo italiano con sede a Bruxelles, «questa affermazione non è mai stata corroborata da alcuna statistica ed è apparsa in particolare per attaccare l’esecutivo in carica (…), non è la prima volta che le Nazioni Unite attaccano il governo italiano lega  / 5 stelle (… ). L’ONU ora ricomincia ad attaccare l’Italia sul decreto sicurezza bis, citando “violazioni dei diritti umani”, mentre Roma non fa altro che rispettare la Convenzione di Ginevra sui rifugiati che consente l’espulsione dei richiedenti asilo per motivi di sicurezza. Inoltre, la stessa ONU ha accettato che l’Arabia Saudita, paese noto per le numerose violazioni dei diritti umani, faccia parte della Commissione per i diritti umani, quando questo paese, sorprendentemente meno condannato dell’Italia dall’ONU, è l’ultimo a poter dare lezioni all’Italia».

Rifiuto di mangiare cibo non islamico e «troppo occidentale» e altre crescenti richieste dei migranti

Per essere ascoltati, i rifugiati hanno manifestato davanti al municipio di Mennecy e alla prefettura di Evry in RER gridando « siamo malati a causa dell’acqua », critiche che hanno stupito persino la fortemente immigrazionista Croce Rossa. Praticamente tutti maschi, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, tutti equipaggiati con portatili di ultima generazione, nuovissimi Nike, i migranti sono arrivati con treni regionali incappucciati (per evitare le telecamere di sorveglianza) e  armati di lame, coltelli, manganelli. Da allora, i casi di rifugiati – per lo più falsi e arrivati illegalmente attraverso rotte migratorie criminali – che si permettono di esprimere richieste sempre più esigenti e talvolta violente, sono un fenomeno riscontrato in tutti i paesi dell’Europa occidentale. Nel maggio 2018, le «proteste» dei migranti sedicenti «maltrattati» sono degenerate e sono stati feriti agenti di polizia  a causa di una rivolta nel centro di ritenzione amministrativa di Cornebarrieu. Motivo della sollevazione: due camere considerate non idonee erano state chiuse e i migranti che avevano rifiutato di essere trasferiti in altri ambienti avevano innescato un incendio dopo aver riempito le camere di lenzuola e provocato anche un principio d’incendio fortunatamente domato dai sorveglianti.

Nel Regno Unito, i migranti in diversi centri di detenzione si sono lamentati del cibo « troppo occidentale» e hanno chiesto e ottenuto piatti « più diversificati». Gli immigrati sospettati di essere illegalmente qui devono ricevere più cibo « culturalmente diversificato », ha detto un membro dello staff in un centro di detenzione. I ristoratori affermano che è stato loro detto che i pasti a Yarl’s Wood, dove gli immigrati illegali sono in attesa di espulsione, sono « troppo occidentali». Yarl’s Wood ospita oltre 300 migranti provenienti da 61 paesi, in maggioranza provenienti da India, Pakistan, Afghanistan, Cina o Africa sub-sahariana. La società privata Serco, che gestisce il centro nel Bedfordshire, ha affermato che « migliorerà i suoi menu». Nel suo «rapporto» Peter Clarke, l’ispettore capo delle prigioni, ha concluso che « il cibo che abbiamo provato era buono, ma la maggior parte dei piatti erano di tipo occidentale e il menu mancava di diversità culturale. Il pranzo consisteva principalmente di baguette o insalata».

Intimidito  dalla retorica vittimista delle lobby e dei sociologi pro-migranti, l’Ispettorato delle prigioni di Sua Maestà (HMIP) ha concluso in un « rapporto » sui diritti dei migranti illegali detenuti, che il cibo dovrebbe essere maggiormente «adattato ai bisogni religiosi e culturali» dei migranti e quei menu dovrebbero «riflettere le diverse esigenze della popolazione». Indignato da questi risultati, il deputato conservatore Philip Davies ha risposto che « si tratta di persone che in primo luogo non dovrebbero essere in questo paese, e dunque dovrebbero essere grati che ce ne prendiamo cura così bene. Cosa che non succede in molti altri paesi». In realtà, la base rivendicatrice disinibita dei rifugiati è il risultato di un’azione sovversiva a lungo influenzata da numerose associazioni e ONG pro-migranti che forniscono loro tutti i tipi di trucchi, che distillano una visione paranoico-vittimista che li deresponsabilizza totalmente facendoli spesso manipolare da cerchie anti-sovraniste di estrema sinistra e da associazioni islamiche: Secours Populaire (legato al CPF), Islamic Relief, Mezzaluna rossa, Soccorso Protestante (CIMADE / sinistra cristiana terzomondista), Catholic Relief Services (idem ), Organizzazioni benefiche legate al Vaticano, ecc.

Da Lampedusa a Gibilterra …

Lampedusa, città  (ed isola) italiana più famosa al mondo grazie alla sua posizione strategica tra la Libia e la Sicilia per l’arrivo dei migranti clandestini, è da anni sull’orlo del caos, tanto i migranti sono diventati sempre più incontrollabili e minacciosi. Le forze di polizia presenti sull’isola sono anche impotenti a gestire il flusso di richiedenti asilo, veri / falsi rifugiati e altri immigrati illegali, arrivati​ attraverso le reti criminali di traghettatori, oggi più numerosi degli abitanti siciliani dell’isola. Nel centro di Lampedusa, alcuni anni fa saccheggiato da una banda di migranti clandestini «scontenti» della loro sorte che chiedevano di essere trasferiti al Nord, il centro di detenzione è sempre più popolato da tunisini e altri rifugiati economici collegati a reti del mercato nero e di traffici sempre più fuori controllo. Questi migranti, spesso vendicativi, delinquenti e sensibili alle idee islamiste antioccidentali, affollano le strade e le piazze dell’isola sfuggendo a chi controlla il centro di accoglienza.

Regolarmente interrogato dalla stampa italiana, il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, afferma che il problema è reale e non è perché lo dice Matteo Salvini che è falso: «C’è un serio problema di ordine pubblico, e siamo soli. Il centro è normalmente controllato dalla polizia, dai carabinieri e dalla guardia di finanza, ma i tunisini entrano ed escono come vogliono. Turisti, albergatori e commercianti protestano (…), i migranti minacciano, attaccano, rubano, l’hot spot deve essere chiuso». L’hot spot è, infatti, un centro di prima accoglienza e identificazione. Il sindaco di Lampedusa, che non aderisce alla Lega di Salvini perché eletto col sostegno di una sezione del Partito Democratico (PD), aggiunge: «Non si possono più tollerare i bar pieni di tunisini sfaccendati che molestano le donne, che minacciano e rubano ». Il sindaco riporta fatti inquietanti: «Un venditore di frutta di fronte alla stazione di polizia è stato derubato dai migranti due volte. I furti nei negozi di abbigliamento e alimentari così come le aggressioni dei turisti sono continui. Se non siamo in grado di gestire questa situazione, sapendo che molti di questi migranti sono delinquenti, allora dobbiamo metterli in prigione o espellerli».

Uno dei tanti casi è quello verificatosi l’8 ottobre 2018, a Foggia (nell’Italia meridionale), quando 50 migranti hanno aggredito agenti di polizia per impedire l’arresto di un migrante. I clandestini extracomunitari hanno circondato la polizia, i poliziotti sono stati presi a calci pugni e lanci di pietre e proiettili. Come al solito, i media e gli intellettuali o politici di sinistra, che non mancano di difendere i diritti dei migranti illegali contro le guardie di frontiera, Frontex o la polizia italiana, si sono ben guardati dal parlare di questi casi di violenza dei migranti, che hanno sempre «circostanze attenuanti», giacché i «veri» responsabili sarebbero la polizia, le autorità italiane e naturalmente la Lega di Matteo Salvini accusata di «islamofobia» e «xenofobia».

Le enclaves spagnole di Ceuta e Melilla: la strada «occidentale» dei migranti illegali e dei loro metodi violenti

Legittimazione e depenalizzazione dell’immigrazione clandestina

Aumento dei diritti dei migranti regolari e irregolari: assistenza sanitaria di Stato (AME), trasporti gratuiti …

Cedendo alle pretese morali delle lobby anti-sovraniste che da anni esigono che gli stati europei garantiscano ai migranti tutti i diritti e i benefici dei cittadini, anche se si tratta di immigrati illegali, per distruggere l’idea stessa di Stato sovrano e di confini, la tendenza delle democrazie dell’Europa occidentale è quella di concedere sempre più benefici speciali e privilegi ai migranti, chiunque essi siano. Se prendiamo i casi dell’AME, delle pensioni o dei trasporti gratuiti per gli stranieri, possiamo addirittura parlare in alcuni casi di autentiche «preferenze nei confronti dello straniero». Conosciamo bene la severità dei controllori quando un cittadino francese o uno straniero in regola non hanno un biglietto di trasporto nei treni come negli autobus, metropolitana, tram o RER, per lo meno verso individui isolati e non violenti… Si sa ad esempio che da anni la SNCF, la compagnia ferroviaria nazionale, ha concesso a gruppi di clandestini (solo alcuni dei quali sono richiedenti asilo) il privilegio del trasporto gratuito cui neppure francesi in stato di povertà estrema e molto anziani hanno diritto.

Pensioni minime più alte per gli stranieri che non hanno versato contributi prima dei 60 anni

Si ricorderà che i migranti irregolari che arrivano sul suolo francese fanno quasi tutti richiesta di asilo all’OFPRA, che quindi offre loro lo status di richiedenti asilo (ADA). Il migrante clandestino che è diventato un richiedente asilo riceve poi, oltre all’alloggio di emergenza, 205 euro al mese. Certo, l’ADA mira a compensare il fatto che i richiedenti asilo non sono autorizzati a lavorare. Tuttavia, con l’afflusso di migranti e la mancanza di posti disponibili in centri pubblici specializzati, questi sono sempre più ospitati in alberghi confortevoli piuttosto costosi e talvolta situati nel cuore delle città per via del rifiuto di migranti e delle associazioni che li difendono di rimanere nelle zone rurali. Ciò implica l’esplosione di costi per lo stato e / o le autorità locali, specialmente se includiamo i 50.000 «minori non accompagnati», di solito falsi minori che costano miliardi a dipartimenti totalmente saturi. E molti dei migranti ADA, lavorando in nero nella ristorazione o nelle costruzioni (come dimostra l’Ispettorato generale del lavoro), cumulano l’ADA con i loro «stipendi» e gli aiuti finanziari indiretti, come i trasporti gratuiti e soprattutto l’AME, l’assistenza sanitaria di Stato.

Se si confronta la situazione di un migrante con quella di un pensionato non residente in un alloggio di emergenza, constatiamo che un richiedente asilo non beneficiario riceve 7,4 euro al giorno, o 229,4 euro in aggiunta ai 204 del pensionato, ossia 433 in totale. A questo notevole sostegno pubblico, vanno aggiunti i numerosi aiuti non monetari (cibo, vestiario, ecc.) forniti dalle «associazioni» e dalle ONG, molto più mobilitati per i migranti rispetto ai senzatetto e ai pensionati autoctoni più poveri. Basti sapere che alcune pensioni francesi sono estremamente basse per coloro che hanno versato pochi contributi: specialmente piccoli artigiani e piccoli commercianti e agricoltori. Naturalmente, questi poveri pensionati possono richiedere l’indennità di solidarietà per gli anziani (ASPA), che costituisce un supplemento di pensione che consente loro di raggiungere 868 euro al mese. Una piccola pensione di 433 euro corrisponde a più di quindici anni di contributi per una persona al salario minimo interprofessionale di crescita (SMIC). L’ASPA può invece superare il reddito di un richiedente asilo, ma è rimborsabile dagli eredi della proprietà, il che spesso incoraggia i modesti pensionati a non chiederlo per lasciare «qualcosa» ai propri figli.

In realtà, promuovendo la sicurezza dei clandestini pronti a tutto per entrare illegalmente nel territorio europeo, le lobby, le ONG e le associazioni pro-migranti perseguono un obiettivo chiaramente ideologico sovversivo che consiste nell’impedire agli stati nazionali europei di controllare i flussi migratori illegali , attraverso la difesa della figura neo-cristica del Migrante dotato di tutte le virtù. L’obiettivo di questa strategia è in definitiva quello di distruggere definitivamente l’identità occidentale dell’Europa e delegittimare l’idea stessa di confini e di sovranità degli Stati. Questa impresa globale di delegittimazione dello stato-nazione è trasmessa da molti politici o ecologisti di sinistra e di estrema sinistra, dalla Commissione europea, dal Consiglio d’Europa e, naturalmente, dalle Nazioni Unite, come abbiamo visto con l’inconcepibile patto di Marrakech [qui]. L’idea è che la migrazione di massa di popolazioni non europee sarebbe inevitabile e che il modo migliore per arginare la migrazione illegale sarebbe quello di legalizzarla, ossia semplicemente di depenalizzarla facendo passare gli internamenti, le carcerazioni, le espulsioni, gli arresti e i controlli dei migranti illegali per «violazioni delle libertà e dei diritti degli stranieri». Da questo punto di arresti e controlli di migranti illegali per «violazioni delle libertà e dei diritti degli stranieri». Da questo punto di vista il diritto i emigrare sarebbe di per sé un «diritto inalienabile» che parteciperebbe della salvaguardia dei diritti umani. Pertanto, se gli Stati-nazione continuano ad applicare le leggi esistenti che penalizzano la migrazione irregolare e a concedere diritti specifici e superiori ai cittadini autoctoni e ai residenti stranieri, negandoli agli immigrati irregolari – come è normale che faccia qualsiasi stato sovrano – «violerebbero» i diritti umani, che sarebbero superiori a quelli nazionali da un punto di vista morale. Secondo la logica cosmopoliticamnete corretta, i diritti dei cittadini autoctoni di ogni Stato non dovrebbero mai essere superiori a quelli degli stranieri, anche quando sono immigrati illegali o delinquenti.

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