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Rom e Sinti incontrano l’Università di Firenze: ecco il progetto della ‘Casa della Pace e dell’Accoglienza’

Mercoledì 19 giugno 2019, l’Università di Firenze – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e la Cooperativa Sociale Cat organizzano un incontro “la città sommersa: Sinti e Rom nella metropoli italiana” convocato in Villa Ruspoli, nel centro della città, in Piazza Indipendenza 9. I lavori, coordinati da Linda Gabriel della segreteria organizzativa verranno introdotti da Luca Mannori direttore del Dipartimento e da Massimo Morisi promotore Unità Ricerca nuove patologie sociali.

Chiamati a relazionare su “dentro la città sommersa: testimonianze, esperienze, pratiche di intervento tra cooperazione civile, ricerca-azione e politiche pubbliche” Gilberto Scali, Sara Bacherini, Giulia del Re, Razjia Rufat della Cooperativa Cat, Ernesto Grandini dell’Associazione Sinti di Prato, Luca Bravi docente di storia, Eva Rizzin ricercatrice dell’Università di Verona.

Nel pomeriggio sono previste altre due sezioni di interventi introdotti da Luigi Dei Rettore dell’Università di Firenze. La prima “cosa si vede da fuori della città sommersa” vedrà gli interventi di Dimitri D’Andrea docente di filosofia politica, Alessandro Simoni docente di sistemi giuridici, Giancarlo Paba docente di pianificazione territoriale, Maddalena Rossi ricercatrice dell’Università. Nella seconda “Sinti e Rom come laboratorio sociale” sono previsti gli interventi di Annick Magnier docente di sociologia urbana e Pippo Russo docente di sociologia.

Associazione Nazione Rom (ANR) ed il Consiglio Nazionale Rom Sinti Caminanti (RSC), ufficialmente invitati all’incontro, interverranno con una relazione introdotta da Marcello Zuinisi: “nella città sommersa dell’esclusione sociale è possibile scegliere autodeterminazione ed interculturalità: la Casa della Pace ed Accoglienza Pratiche Biodinamiche Sinergiche”.

ANR ha girato l’invito alla partecipazione all’evento a: Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, Vittorio Bugli delega Immigrazione, Assessore alle Politiche Abitative Vincenzo Ceccarelli, Assessore al Welfare Stefania Saccardi, Assessore all’Agricoltura Marco Remaschi. Sono stati inoltre invitati Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, direttore Agnese Canevari, funzionario Roberto Bortone e responsabile stampa Ferdinando Fracassi, Società della Salute Firenze Nord Ovest, Tribunale dei Minori di Firenze, Sindaci di Pontassieve, Firenze, Sesto Fiorentino, Scandicci, Scarperia e San Piero, Vaglia, Prato e gli Avvocati Gianni Mannucci, Filip Bernini, Chiara Rizzo, Sara Caloni.

ANR è da tempo impegnata nei processi di inclusione della comunità RSC e di monitoraggio dell’utilizzo dei Fondi Strutturali Europei (FSE), programmi finanziati all’Italia, nel periodo 2014 – 2020, dall’Unione Europea, per l’inclusione sociale degli ultimi. Proprio a Firenze, l’11 maggio 2018, all’interno della manifestazione “The State of the Union” e dell’evento “che futuro per la politica di coesione dopo il 2020”, alla presenza del Commissario Europeo alle Politiche Regionali Corina Cretu, venne richiesta l’apertura ufficiale di inchiesta, per una frode in atto nel paese, relativa a questi fondi: 7 miliardi di euro. Il solo Programma Operativo Regionale (POR), finanziato alla Regione Toscana, tramite i Fondi Sociali Europei per Inclusione Sociale e Lotta alla Povertà ammonta a 146.592.644 milioni di euro.

 

Durante questo incontro il Presidente Enrico Rossi annunciò come la propria amministrazione avesse programmato l’utilizzo di 7 milioni di euro destinati a RSC. Esattamente un anno dopo, l’8 maggio 2019, la Regione Toscana ha aperto un bando, utilizzando i FSE, con l’assegnazione ad Enti Pubblici di 1,8 milioni di euro. Un milione e trecentomila (1.300.000.00) euro destinati a progetti sperimentali e innovativi in materia di percorsi assistenziali, di accoglienza ed inclusione sociale di nuclei familiari, anziani, disabili, minori. Cinquecentomila (500.000) euro destinati al superamento dei campi rom per realizzazione, ristrutturazione, riqualificazione, adeguamento funzionale di immobili e/o parti di immobili, acquisto, messa in opera di impianti e attrezzature idonee a favorire accessibilità e fruibilità di edifici, spazi, acquisto di beni durevoli.

Dall’ottobre del 2014, ANR ha aperto in Toscana, una pratica di inclusione sociale e protezione giuridica per gli ultimi, per i senza fissa dimora e RSC. Una struttura situata prima a Pontassieve e dal maggio 2017 nel Comune di Scarperia e San Piero. E’ la Casa della Pace ed Accoglienza pratiche biodinamiche sinergiche, un luogo situato sopra il Lago del Bilancino, nel Mugello, in località Trebbio. Un percorso di autodeterminazione ed interculturalità, fortemente osteggiato, ad oggi, dalle istituzioni locali.

La Casa della Pace ed Accoglienza ha ospitato in quasi 5 anni 109 cittadini, bambini, madri e padri, intere famiglie, garantendone l’unità. I costi di mantenimento sono del 95% inferiori a quelli delle strutture di accoglienza gestite da Caritas o Cooperative Sociali, garantendo, al contempo, reali percorsi di inclusione sociale duratura.

Un progetto innovativo parte dal 2016 del Forum della Resilienza promosso dalla Fondazione Cariplo a Milano. Nel 2017, alla pratica di inclusione abitativa si affiancata una seconda pratica: è quella della coltivazione agricola secondo i principi sinergici e biodinamici. La sperimentazione si è recentemente arricchita dall’utilizzo di sementi, selezionati negli ultimi 40 anni da contadini francesi che non necessitano di irrigazione.

ANR vuole offrire al mondo accademico fiorentino la possibilità di conoscere la “città sommersa” dei RSC. Cittadini e cittadine impegnati a garantire diritti umani e civili, proteggendo i nuclei familiari ancora soggetti a discriminazioni ed esclusione in Italia.





Fonte: Associazione Nazione Rom

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